In collaborazione con 

L’enseble La Vaghezza è supportato con il programma europeo EEEmerging+

Mirabilia
Concerto finale

Ensemble La Vaghezza
Ignacio Ramal, Mayah Kadish – violini
Anastasia Baraviera – violoncello
Gianluca Geremia – tiorba
Marco Crosetto – cembalo e organo

MUSICHE DI DE VICTORIA, CIMA, MERULA, BERTALI, MARINI, FALCONIERI, ROSSI, VALENTINI

30 ottobre, ore 20:30
Brescia, Teatro Grande – Salone delle scenografie

Intero: 15€
Ridotto: 10€ (riservato agli under30 e agli over65)
Studenti: 5€ (Scuole di ogni ordine e grado)

È possibile acquistare i biglietti un’ora prima del concerto direttamente nel luogo dell’esecuzione.

L’accesso agli eventi sarà consentito fino alla massima capienza dei posti disponibili in sala o nel luogo dell’evento.

Giovanni Paolo Cima (Milano 1570 – 1622)
Sonata a 3, Concerti Ecclesiastici

Tarquinio Merula (Busseto 1595 – Cremona 1665)
Ballo detto Pollicio, Canzoni ovvero sonate concertate per chiesa e camera, Op.12

Tomás Luis de Victoria (Avila 1548 – Madrid 1611)
Vere languores nostros, mottetto diminuito alla maniera italiana

***

Tarquinio Merula 
La Pusterla, Canzoni da suonare, op 17

Antonio Bertali (Verona 1605 – Vienna 1669)
Sonata 38, Ludwig Partiturbuch

***

Andrea Falconieri (Napoli 1585 – 1656)
Fantasia echa para el muy Reverendo Padre Falla,
Il primo libro di canzoni, sinfonie, fantasie

Giuseppe Valentini (Venezia ca. 1582 – Vienna 1649)
Sonata a 2 n. 33, Rost Codex

Biagio Marini (Brescia 1594 – Venezia 1663)
La Foscarina. Sonata a 3 con il Tremolo, Affetti Musicali, op. 1

***

Andrea Falconieri 
Alemana detta la Ciriculia, Il primo libro di canzoni, sinfonie, fantasie

Andrea Falconieri 
Bayle de los dichos diabolos, Il primo libro di canzoni, sinfonie, fantasie

Salomone Rossi (Mantova 1570 – Mantova)
Sinfonia 9, Primo libro

Andrea Falconieri 
Folias, Il primo libro di canzoni, sinfonie, fantasie

Il secolo XVII in Italia è un periodo di cambiamento in ambito musicale. Lo si percepisce dalle lettere, dai trattati, dal fervore con cui sono sostenute le nuove teorie e la nascita del basso continuo. Queste idee, nate in cerchie ristrette di, diremmo oggi, compositori sperimentali, hanno successo, varcano i confini e diventano in pochi anni la forma corrente di notare la musica, grazie alla forza dell’apparato teorico e alla semplicità e comodità di poter scrivere ed interpretare con facilità la musica. Per questi motivi, avvicinandoci a questo repertorio, sappiamo che non basta soltanto saper leggere la musica scritta per interpretarne lo spirito. Al contrario più ci si addentra nella ricerca, più si osserva che, la musica nella sua pratica viva e la maniera di notarla sono distanti perché non esiste modo di raccontare la vita di un suono: le note sono pietre, oggetti di costruzione inerti, appoggiate da secoli su un foglio, come testimonianza di un paesaggio che non c’è più e che va ricreato. Infatti è compito di strumenti e voci tornare a trasformare il segno in un suono che, legandosi al testo poetico, diventa un gesto retorico e trasmette un affetto.

Il programma mescola brani di approccio estremamente diverso: da una parte, quasi legato alla composizione di madrigali, si sviluppa un filone di musica strumentale ispirato alla meditazione e basato su sonorità lente e armonie interessanti. Al fianco, incontriamo la forza ritmica, interpretativa e, quindi, improvvisativa delle danze, di chiara ispirazione popolare. Il ballo, sia quello pensato per la nobiltà, che quello di estrazione volgare, è un elemento fondamentale per la socialità del periodo e non stupisce la quantità di musica scritta a questo scopo. Il terzo elemento, che si affaccia verso la metà del secolo, è la composizione di stranezze musicali, attraverso una scrittura priva di regole che evita le etichette di genere musicale e si definisce “stylus phantasticus”.

Musiche di De Victoria, Cima, Merula, Bertali, Marini, Falconieri, Rossi, Valentini