Giornale di Brescia, 10 ottobre 2011

LA RECENSIONE / 1

Sembrava un’idea goliardica mettere in relazione Francesco Zappa, semisconosciuto sinfonista del Settecento milanese, con il ben noto chitarrista rock Frank Zappa, scomparso a Los Angeles diciotto anni or sono. In realtà, a parte una riproduzione del poster di Frank seduto sulla tazza a fare i suoi bisogni (con opportuno occultamento al modo di Daniele da Volterra il Braghettone), il concerto «Zappa’s Revenge» proposto, l’altra sera in San Cristo, da Vanni Moretto con l’ensemble Atalanta Fugiens prevedeva un raffinato gioco di citazioni e soprattutto risultava funzionale alla valorizzazione di musiche del XVIII secolo che altrimenti sarebbero rimaste sepolte per chissà quanto tempo.

Le Sinfonie di Francesco Zappa, eseguite con un organico di 15 strumentisti tra archi, corni, oboi e clavicembalo, hanno mostrato di possedere grande vitalità: lo stile è quello preclassico di Sammartini o dei figli di Bach, ma arricchito da spunti personali. Atalanta Fugiens ne ha offerto interpretazioni cariche di slanci e di contrasti. Il direttore Moretto si è poi presentato anche in veste di compositore cercando di «addomesticare» alcuni motivi di Frank Zappa entro le strutture di una sinfonia in tre movimenti alla milanese. Ma più che un brano in stile, dunque più che la «vendetta» di Francesco su Frank, è risultato un simpatico divertissement a beneficio del pubblico di «Settimane barocche».

A proposito. Se all’inizio degli anni ’80 Frank Zappa, cercando il proprio nome sul «New Grove Dictionary», trovò solo quello del quasi omonimo Francesco, l’ultima edizione del «Grove» (2001, con aggiornamenti online) presenta un ampio articolo su Frank, assai più lungo di quello dedicato all’antico sinfonista milanese. Zappa’s Revenge, appunto!

Marco Bizzarini